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Pavanello rischia il Sei Nazioni
Ho detto tante volte in questo spazio che una delle peculiarità che deve avere un rugbista per essere considerato tale è “l’occhio della tigre”, cioè quel fuoco sacro in grado di trasformare in una vera macchina da guerra in campo anche il più mansueto dei ragionieri alla Fantozzi. Con questa forza dentro si possono fare cose impensabili, purtroppo non solo positive.
Ecco, Antonio Pavanello ha esagerato con questa furia agonistica domenica scorsa contro i Saracens. Nel corso del primo tempo si è reso infatti protagonista di stamping volontario nei confronti del numero 8 inglese Jackson Wray e la prova TV ha mostrato il netto pestone della seconda linea azzurra nei confronti dell’avversario. Domani 27 gennaio ci sarà l’udienza che porterà alla ormai più che probabile squalifica per un periodo compreso tra le due e le nove settimane.
Ora però non si può incolpare Pavanello di poca attenzione o poca disciplina: non sarebbe possibile addossare le colpe a un giocatore nel pieno del suo sforzo fisico e mentale. Certo, il fallo l’ha commesso e la sanzione arriverà, ma anche con questo buttargli addosso la croce sarebbe quantomeno esagerato (anche se, in un Paese come il nostro, potrei anche aspettarmelo da qualcuno).
Purtroppo la maglia azzurra, comunque vadano le cose, per il momento resta stregata per il capitano della Benetton. Eh già, perché il ragazzone di Agordo riesce a mettere insieme tuttora solo 5 caps in Nazionale, una in meno del suo compagno Cornelius Van Zyl, che però ha debuttato in azzurro nelle amichevoli pre-mondiali di agosto. Questione di sfiga e, purtroppo, anche di idee alquanto discutibili, come quella dell’ex ct Nick Mallett. Dopo averlo convocato per i match contro Sudafrica e Samoa nell’autunno 2009 e avergli fatto giocare solo due spezzoni di match, l’allenatore sudafricano lo ha accantonato, dicendo che era troppo basso per giocare seconda linea (lo stesso discorso fu fatto ad Andrea Marcato, che mise su quasi 10 chili per giocare apertura e per poi finire nel dimenticatoio). Per tutto il resto del “regno” Mallett, Pavanello ha contribuito, da capitano, ai 9 successi in Celtic League della Benetton l’anno scorso e all’ottimo rendimento che si sta ripetendo in questa stagione. Ora rischia di saltare completamente il torneo più importante della stagione (almeno per noi) e forse, se proprio tutto andasse male, anche il tour estivo.
Sarebbe un’ulteriore disdetta per questo Leone, che tanto si è sacrificato per arrivare alla massima onorificenza possibile. Domani ci sarà il verdetto, speriamo bene, ben sapendo che Brunel terrà ancora una porta aperta per lui.

