PRO12: Osprey in finale!

I gallesi di Swansea sono i primi finalisti del torneo celtico. Una partita vinta con merito e sempre guidata e nella quale i padroni di casa marcano ben cinque mete dilagando nel secondo tempo, con gli irlandesi tenuti a distanza ad inseguire. Grande prova di Biggar, poco da salvare nel XV in maglia rossa giunto ormai alla fine di un ciclo.

Risultato finale: OSPREYS – MUNSTER 45-10

Marcatori: 3′ m. Keatley tr. Keatley, 8′ cp. Biggar, 12′ m. Biggar tr. Biggar, 20′ cp. Keatley, 22′ cp. Biggar, 30′ cp. Biggar, 40′ m. Fotuali’i tr. Biggar, 49′ cp. Biggar, 55′ m. Dirksen, 62′ m. Bishop tr. Biggar, 71′ m. Webb tr. Biggar

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Calvisano in volata, I Cavalieri cedono sul più bello.

Il Calvisano con una rimonta che si potrebbe definire clamorosa dopo quanto visto nei primi 40 minuti espugna il “Chersoni” di Prato e costringe di fatto I Cavalieri a fare altrettanto sabato prossimo in occasione della gara due di questa poule di finale.

Succede di tutto a Prato, con i padroni di casa che danno l’impressione nel primo tempo di ammazzare la serie scudetto per poi crollare nettamente nel finale davanti a un Calvisano in seria difficoltà dall’inizio, ma cattivo quanto basta per portare a casa un risultato pesantissimo in vista della rivincita del “San Michele”. Prato quindi conferma le avvisaglie mostrate negli ultimi minuti delle due semifinali vinte contro il Mogliano: nei finali di tali gare il Mogliano era riuscito a farsi sotto pericolosamente, e solo un guizzo di Ngawini li aveva salvati da una sconfitta in terra veneta.

Quella di oggi, come era lecito aspettarsi, è stata una partita molto tattica e poco spettacolare rispetto a ciò a cui eravamo abituati durante la regular season, ma d’altronde la posta in palio ora è molto diversa. Vanno in vantaggio gli ospiti con un calcio di Griffen, ma Wakarua risponde e mette la freccia per il 6-3. Qui parte l’assolo dei padroni di casa che vanno in meta al 24′: buco di Wakarua che serve Chiesa che si invola ma viene fermato a pochissimo dalla meta. Patelli velocizza il gioco e la palla arriva a Ngawini che schiaccia per l’11-3. Il Calvisano accusa il colpo e commette errori su errori, e allora Wakarua fa il suo lavoro neanche tanto sporco e allunga ancora per il 17-3 con il quale si chiude il primo tempo. Griffen e compagnia cantante non sembrano poter rientrare e qualcuno comincia già a pensare alla rivincita, a torto.

Perché nella ripresa si vede un altro Calvisano, feroce in difesa e subito cinico nel raggranellare i primi tre punti della ripresa con Griffen. Poi la prima svolta del match: Berryman, vera fuoriserie del Prato, si infortuna e deve lasciar spazio a Bocchino. A Prato comincia a mancare la birra e Calvisano ne approfitta: buco di Griffen e palla che arriva a Vunisa che rompe la diga toscana. La palla arriva a Bergamo che schiaccia per il 17-13. I Cavalieri sembrano storditi, ma reagiscono con Kolo’Ofai che evita due placcaggi e deposita in meta tra le proteste degli ospiti che contestano una irregolarità in un raggruppamento, ma il 22-13 è cosa fatta.

Prato però entra veramente in riserva e cede di schianto con la mischia favorendo il ritorno di Calvisano, che si installa di prepotenza nei 22 di casa. E’ Cosma Garfagnoli a pagare in mischia e a uscire 10 minuti, e i toscani subiscono la meta tecnica del 22-20. Calvisano “vede” la vittoria e poco dopo arriva anche la seconda meta tecnica dopo l’ennesima infrazione toscana in maul. Il 27-22 finale dice di un Calvisano con più tenuta fisica, ma anche di una partita forse troppo condizionata dal caldo (troppo fiacchi nel finale gli uomini di casa!). A Calvisano Prato dovrà dimostrare di essere diversa dalla squadra scesa in campo negli ultimi 40 minuti, altrimenti lo scudetto potrebbe sfuggire di mano a chi non ha vinto la regular season solo per via dei 4 punti di penalizzazione inferti per non aver ottemperato alle regole sui settori giovanili. E sarebbe un grosso peccato.

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Bocchino: eterna promessa o talento sprecato?

Domenica scorsa, a dieci minuti dal termine del match tra I Cavalieri Prato e il Marchiol Mogliano arriva il momento di Riccardo Bocchino. Il giovane azzurro entra in campo da apertura e fa scalare Rima Wakarua, protagonista fino a lì di una prova monstre, ad estremo. Bocchino nei 10 minuti rimanenti centra sì i pali con un calcio, ma sbaglia tutto quel che riguarda la gestione tattica del match: prima, invece di cercare la touche, si inventa un calcetto né carne né pesce che finisce tra le mani dei giocatori veneti, poi commette un tenuto lasciando l’ultima palla del match agli avversasi sul 18-16, pura pazzia.

Da qui riparte il discorso che riguarda appunto il mediano di apertura romana e sul suo effettivo valore: stiamo parlando quindi di una eterna promessa azzurra, di un talento ancora non del tutto sgrezzato o di un giocatore suo malgrado sopravvalutato e definitivamente non adeguato a certi palcoscenici (Nazionale, Pro 12)?

Ripercorriamo gli ultimi anni di carriera di Riccardo: ha esordito nel Super 10 con la Capitolina, passando poi a Rovigo. Nel 2010 ha debuttato in Nazionale contro l’Irlanda nel match perso a Dublino per 29-11, facendosi notare però per un placcaggio decisivo su Brian O’Driscoll lanciato in meta. Da lì poi la chiamata agli Aironi per la Celtic League, dove ha avuto poco spazio, e poi il ritorno nel Campionato d’Eccellenza dopo la Coppa del Mondo, che lo ha visto protagonista suo malgrado dello sciagurato secondo tempo contro l’Irlanda, dove Tommy Bowe e Gordon D’Arcy non furono troppo teneri con lui. Anche a Prato il romano non trova grandissimo spazio ad apertura, dove a volte gli viene preferito il redivivo Rima Wakarua. Qual è la verità quindi? Abbiamo di fronte un giocatore ancora da scoprire fino in fondo o davanti ci ritroviamo l’ennesimo giovane con un grande avvenire alle spalle?

Quest’anno ho avuto la possibilità di vederlo qualche volta in campo anche con la Nazionale Emergenti: mi è sembrato un giocatore che ha mezzi superiori all’Eccellenza in termini di gambe e piede, ma che ha ancora troppi limiti nella lettura del gioco. La somma delle due cose fanno di lui un giocatore ancora acerbo, e a 24 anni bisognerebbe aver superato questa fase di “incertezza”.

Io una mia idea personale ce l’ho: posso essere d’accordo finché si vuole col fatto che in Italia si dia poco spazio ai giovani (non solo nel rugby) e si preferisce rischiare meno con lo straniero col curriculum più lungo, ma non credo che tutti gli allenatori che lo hanno avuto nelle loro squadre siano prevenuti con Riccardo. Bustos, Mercier e Wakarua, i giocatori con i quali si è giocato lo spot di apertura negli ultimi anni, giocatori forti, fortissimi ma ormai avanti con l’età, avrebbero dovuto essere degli stimoli non da poco, e invece senza apparenti difficoltà sono stati a lungo titolari nonostante età o acciacchi. Ora è difficile credere che tutti gli allenatori, compreso il gallese Phillips, avessero delle grosse preferenze per lo straniero di turno, quindi molto porta a credere che il problema non sia l’allenatore.

Mettiamoci anche in un altro ordine di idee: Bocchino ha 24 anni. In Europa, a quell’età, i vari Freddie Burns (Gloucester), Rhys Priestland (Scarlets) e Dan Biggar (Ospreys) guidano fior di linee di trequarti, per non parlare di Quade Cooper, ma qui si va fuori tema parlando di fenomeni. Stiamo parlando però di giocatori maturi e già in grado di decidere partite al piede o con delle invenzioni che hanno tutti una caratteristica in comune: hanno saputo sfruttare appieno la loro chance di sfondare. Riccardo di possibilità ne ha avuta più di una, ma siamo sempre allo stesso punto. Forse allora il problema non risiede ancora una volta negli allenatori italiani che preferiscono l’ex riserva in Nazionale under 16 neozelandese, o almeno non solo.

Con la probabile squalifica di Wakarua alle porte (dopo il pugno dato a Fadalti) Bocchino potrebbe trovare spazio, ed allora il destino potrebbe passare di nuovo da lui. Saprà cogliere l’occasione troppe volte sfuggita questa volta? Per ripartire 24 anni, anche se in Italia fanno pensare a “ragazzi” e non a “uomini” come succede in giro per il mondo, non sono pochi. Dita incrociate per lui comunque, anche la Nazionale ne potrebbe giovare, a patto che cambi marcia.

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RICORSO MOGLIANO CONTRO PRATO, LA TV DISTORCE Il CAMPIONATO ?

Mogliano ha fatto ricorso contro Prato come strascico alla semifinali Eccellenza che hanno visto soccombere i trevigiani. Ricorso alla giustizia federale nei quali si chiedono sanzioni contro i toscani per due episodi che hanno di fatto sconvolto gli effetti dell’ultimo match fra i veneti ed i Toscani;  i  ricorsi sono entrambi supportati dalle immagini RAI e quindi fatevi un giro sull’efficentissimo “Grillotalpa” e guardatevi  il pugno di Wakarua a Fadalti e la ginocchiata pratese al moglianese Orlandi che è costata il cartellino rosso al ….moglianese Patrizio!  Prato si vede quindi addosso l’ombra della sanzione contro un paio dei suoi più rappresentativi giocatori, qualcuno magari invocherà il fatto che “l’arbitro fa parte del gioco e così i suoi errori” e chi lo fa sa che in questo troverà sempre in me un buon sostenitore. Fa parte del gioco l’arbitro con i suoi errori ed anche il Giudice sportivo della FIR con le sue sentenze post partita, giudice al quale il team più generoso nell’appellarsi quest’anno durante la stagione regolare è stato proprio Prato  prima invocando sanzioni per stamping da parte del moglianese Burmann verso un pratese (3 mesi di squalifica al moglianese) sia per il fallo simile di Montauriol (Rovigo) su Petillo (5 mesi di squalifica al rodigino). E’ tutto giusto quanto è vero che chi semina vento raccoglie tempesta. Viste le immagini le attività da fallo grave dei pratesi sono evidenti ed ora vedremo come il Giudice sportivo riterrà di intervenire,  al Prato mancano solo le tre partite di finale scudetto contro il Calvisano per chiudere il Campionato, chi ha un po’ di malizia in corpo è autorizzato a farci insieme un giretto in acrobazia ma aspettiamo la sentenza. Tutto questo ambaradan di ricorsi solleva però due temi, il primo, scontato e quindi lasciamolo andare per questa volta, quello sulla efficienza degli arbitri ed il secondo, meno scontato e molto serio, quello delle immagini televisive. Tutti i ricorsi di cui si è parlato fanno riferimento ad immagine televisive ufficiali raccolte sul campo, sono le immagini televisive che hanno determinato le sanzioni, grazie ad esse Rovigo ha giocato le semifinali senza l’ottimo Montauriol, tanto per fare un esempio importante. Le riprese televisive sono però disponibili solo su pochissime partite e quindi episodi simili verificatisi durante il campionato su campi non “teleregistrati”, ovvero sulla straripante parte delle partite disputate, sono passati volente  o nolente in sordina, ovvero senza sanzione alcuna per i giocatori autori di fallacci non visti che hanno continuato a giocare le partite successive.. Non vi pare che questa “prova televisiva a singhiozzo” determini una profonda disparità di trattamento nel corso del Campionato e un evidente stravolgimento del suo regolare ed uniforme svolgimento? Meditiamoci bene.
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Premier: tempo di playoff e vendetta

Sabato si riprende: chiusa la stagione regolare, la Premier si da appuntamento in campo il prossimo fine settimana con le semifinali e il tabellone prevede Harlequins – Northampton Saints e Leicester Tigers – Saracens. Accoppiamenti che erano già previsti prima dell’ultimo round disputato in contemporanea sabato pomeriggio, con un’unica probabile sorpresa finale che non è arrivata visto che i Sarries hanno sconfitto per 40-22 gli Exeter Chiefs che si sono fermati così al 5° posto, dopo un buon avvio degli ospiti che a conti fatti incassano quattro mete dai londinesi, mentre Owen Farrell si scalda ai piazzati in vista di quelli che faranno la differenza ai playoff. 


Sempre una rapida occhiata ai risultati: i Wasps quindi si sono salvati, pur perdendo per 14-10 contro il Newcastle a Wycombe. I padroni di casa hanno gestito bene il match per gran parte del tempo, trovando anche la meta dell’ala Christian Wade al 38′, ma nella ripresa il giallo al pilone Ben Broster giunto al 52′ è coinciso con la reazione dei Falcons, che sono andati a marcare subito con il centro James Fitzpatrick e con l’irlandese Peter Stringer per il sorpasso a quattro minuti dalla fine. La formazione del nord scende in Championship, per il momento, in attesa di capire se il Bristol salirà o se i Wasps presenteranno davvero un nuovo piano economico per evitare amministrazione controllata e penalizzazione in classifica. 
Nessun problema per i Saints sui Worcester Warriors (42-14) che non avevano nulla da chiedere, gli Harlequins chiudono la stagione regolare in testa al gruppo vincendo sui Sale Sharks (24-10) che comunque sono in Heineken Cup con l’ultimo biglietto disponibile, i Tigers battono il Bath per 28-3. Partita che strascichi disciplinari quella tra London Irish e Gloucester, finita 52-18 per gli Exiles. Al 47′ il tallonatore di casa David Paice e la seconda linea Cherry&White Jim Hamilton cominciano a pigliarsi in mezzo al campo e vengono ammoniti, ma mentre si avviano a bordo campo, si scambiano un’altra serie di pugni e scatta il rosso (video alla fine del post). 


La classifica finale: Harlequins 75, Leicester 74, Saracens 73, Saints 65, Chiefs 59, Sharks 49, Irish 46, Bath e Gloucester 44, Warriors 36, Wasps 33, Falcons 32. 


Passando oltre, c’è chi cova vendetta. Non uno dei due boxeur di cui sopra, ma sono i Tigers che come visto in semifinale affronteranno i Saracens. C’è un 50-25 subito da parte dei londinesi che la formazione di Leicester vuole riscattare: era arrivato ad inizio stagione, con 12 uomini per i Tigers impegnati nella World Cup e in concomitanza con un avvio di campionato traumatico, trascorso nei piani bassi della classifica prima del gran recupero e dello sprint finale. Il capitano Geordan Murphy ha raccontato che una volta rientrati tutti i nazionali, il gruppo si è ritrovato per compattarsi e fissare l’obiettivo, vale a dire playoff and beyond. E tra i ricordi più freschi c’erano i cinquanta punti subiti contro i Sarries dello scorso 24 settembre al Welford Road, dove andrà in scena la prossima semifinale. Senza scordarsi la finale edizione 2010/2011, vinta dai Saracens per 22-18 di fronte agli ottantamila tifosi di Twickenham. 

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